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"A pignone fisso" - Storico articoli

03 novembre 2003
Una volta c'erano almeno gli anni olimpici e una stagione su quattro anche i poveracci degli sport minori potevano fare una vita un po' più decente: programmando le tappe di avvicinamento al grande evento, facendo più gare, procurandosi i materiali migliori, facendo più stage di allenamento... Una volta almeno sapevi che se eri uno bravo, uno che poteva andare alle Olimpiadi pensando di fare bene, magari per una stagione potevi avere una borsa di studio, un sostegno maggiore dalla Federazione, delle condizioni migliori per poter competere contro l'enorme concorrenza olimpica. Eh si, una volta, perché adesso pare proprio che non sarà più così: il CONI già da tempo stretto nell'angolo, sembra dover gettare la spugna. La crisi del Totocalcio, la creazione della CONI Spa e tutta una serie di riforme che negli ultimi anni hanno interessato il massimo organo sportivo italiano, motivate dal tentativo di rilanciarne efficienza ed autonomia, sono invece andate delineando una situazione sempre più critica ed intricata che nei giorni scorsi ha portato alla prima vera dichiarazione ufficiale di resa con la sospensione dell'approvazione del bilancio preventivo del 2004. Il motivo? Il maxi emendamento della prossima finanziaria che toglie al Coni 52 milioni di euro dovuti dai concessionari della agenzie di scommesse per i minimi garantiti dal 2000 al 2003. Senza entrare nel merito dei motivi tecnici di tale decisione, senza voler esprimere un parere morale su di un simile provvedimento, resta da sottolineare un triste dato di fatto: al nostro movimento sportivo, alle Federazioni già da tempo in ginocchio, proprio nel momento in cui sembrava potesse arrivare una boccata di ossigeno, viene invece staccato il respiratore. Questa volta il colpo viene enfatizzato dalla situazione: mancano nove mesi alle Olimpiadi di Atene e poco più di due anni a quelle invernali di Torino in cui, per la prima volta dopo 46 anni, l'Italia tornerà ad ospitare il sacro fuoco di Olimpia. Certo il Governo ha problemi più gravi e poi forse, chissà alla vigilia dei Giochi di Atene si ricorderà dello sport e correggerà la mossa elargendo un sacco di soldi, magari anche di più per togliersi ogni peso dalla coscienza: solo che allora sarà troppo tardi. Senza crogiolarsi nel pessimismo potrebbe essere anche tardi scoprire, durante una meravigliosa edizione torinese dei giochi olimpici invernali, che le Federazioni agonizzanti hanno trascurato i vivai e non ci sono eredi ai grandi campioni che hanno dato tante soddisfazioni al nostro Paese. Ci sono cose, tra cui lo sport, dove le scorciatoie non esistono: il lavoro deve partire da lontano e la programmazione deve prendere in considerazione tutti i dettagli fondamentali ai fini della prestazione. L'unica fortuna sicura è che la passione di tanti non avrà mai la peggio rispetto alle mille difficoltà!



10 novembre 2003
Si dovevano riunire a Pra Catinat: un bellissimo posto di montagna sulla strada che porta al Sestriere, invece quella mattina la prima, abbondante ed inaspettata neve di stagione ha reso tutto molto complicato. Ma gli atleti non si scoraggiano facilmente ed in qualche modo tutti sono arrivati a destinazione, per iniziare la prima settimana di formazione prevista dal progetto "Sport to Job". Quello piemontese (riunito per l'occasione al lombardo) era l'ultimo dei 4 gruppi ( gli altri sono quelli di Toscana e Sicilia) alle prese con la prima fase di questa innovativa iniziativa -messa in atto dall'agenzia tecnica del Ministero del Welfare (Italia Lavoro) in collaborazione col Coni Nazionale- per la formazione e l'inserimento degli atleti nel mondo del lavoro. Il progetto che concretizza un'esigenza crescente e finora sempre trascurata, ha veramente preso il via. Come succede per tutte le cose belle ed importanti, si faticava a credere che fosse vera ed invece è proprio partita. Si è trattato di un primo stage di orientamento in cui, specializzatati operatori, hanno aiutato i giovani coinvolti ad individuare un settore in cui vorrebbero trovare lavoro, scegliendo tra sei comparti: gestione degli impianti, gestione degli eventi, turismo sportivo, media e comunicazione, gestione sevizi sportivi (fitness e affini) e commercializzazione delle attrezzature sportive. Le impegnative giornate di lavoro, in cui è stata curata anche l'alfabetizzazione informatica - grazie ai PC messi a disposizione da Italia Lavoro per consentire a tutti la formazione a distanza- prevedevano dei "salotti serali" in cui venivano ospitati vari esponenti del mondo sportivo con i quali i ragazzi potessero intavolare interessanti ed utili chiacchierate. Questo confronto ha reso più che mai evidente che l'iniziativa (per cui Italia Lavoro ha investito 2 milioni e 300 mila euro) non è inutile, semmai qualcuno avesse avuto ancora dubbi; ha sottolineato la necessità di sviluppare sensibilità verso il mondo sportivo moderno, che con le difficoltà e le insidie che nasconde, rischia di diventare un sentiero minato, motivo anche di disadattamento sociale. Giovani e meno giovani, atleti forti e meno, laureati o diplomati, si sono ritrovati dunque a parlare di sé e ad affrontare, senza remore, il problema di cosa fare da "grandi". E' difficile da spiegare a chi non l'ha provato ma la maggior parte di coloro che intraprendono l'attività sportiva nutrono l'insana aspettativa di restare per sempre attaccati a quel mondo; oppure si allontanano ma vivono nella nostalgia, Ed ecco che l'ambizione di questo progetto pilota è doppia: da una parte formare gli atleti, orientarli ed aiutarli all'inserimento nel mondo del lavoro, dall'altro sondare finalmente il mondo dello sport per capirne le reali potenzialità occupazionali. Il successo e l'entusiasmo di questa inizio sembra portare prima del previsto, ad una apertura verso anche altre regioni italiane. Dall'anno prossimo invece (se i risultati saranno confortanti come tutti ci auguriamo) partirà su scala nazionale. Questa non è una gara ma tutti ci auguriamo che sia un successo!



17 novembre 2003
VedendoLo così chino ed immobile sembra impossibile eppure, grazie all' infinita ricchezza interiore con cui riesce a sopperire alle altrettanto infinite sofferenze del corpo, fornisce uno straordinario, esplicito, commovente esempio di forza e tenacia. Papa Giovanni Paolo II, ci ha spesso sorpreso in passato per il Suo essere al di sopra degli schemi, per la Sua rara capacità di entrare in sintonia e di saper comunicare soprattutto ai più giovani. E nella dimostrazione di padronanza dei vari linguaggi non ha mai fatto difetto lo sport: ce lo ricordiamo all'inizio del Pontificato quando si rigenerava sciando o passeggiando sulle montagne, ma ce lo ricordiamo anche nelle tante occasioni in cui ha parlato di sport agli sportivi. Ora in occasione del venticinquennale di Pontificato, una delegazione della FICTS (Federazione Internazionale del Cinema e della Televisione Sportiva) ha insignito il Papa della "Guirlande d'Honneur" per "la significativa e proficua azione svolta a favore dell'affermazione dei valori etici e formativi dello sport". Evento che corona una originale ed inedita iniziativa sostenuta dal Centro Televisivo Vaticano: la realizzazione del video "Il Papa parla allo Sport" proiettato in anteprima mondiale lo scorso 29 Ottobre alla Cerimonia di Inaugurazione di " Sport Movies & Tv 2003", tenutasi come da tradizione a Milano. Il filmato propone in rassegna varie fotografie di Carol Woytila quando, da giovanissimo, si cimentava col calcio o di quando, già professore di etica all'Università, si dilettava con la canoa, la bici e lo sci, per arrivare poi alle suggestive immagini delle camminate sulle maestose cime innevate. Ma non mancano anche le testimonianze dei tanti incontri con gli esponenti del mondo sportivo, occasioni mai perse per ribadire i valori ed i significati profondi dell'attività sportiva. Il forte monito espresso dal Papa il giorno del Giubileo, affinché il mondo sportivo "si unisse contro ogni aspetto deviante" non è rimasto isolato. Ogni delegazione ricevuta prima e dopo quel grandissimo evento si è sentita ripetere lo stesso invito: "salvaguardare il corpo da ogni attentato alla sua integrità, da ogni sfruttamento o idolatria." Una vera e propria esortazione a non assecondare l'esasperata, pericolosa tendenza dello sport moderno nel vedere il corpo relegato ad oggetto, sempre più separato e distaccato dalla sua originale soggettività che fa dell'atleta un uomo. Ed il Papa, probabilmente uno degli uomini più carismatici mai esistiti, con la forza e la tenacia della Sua fede e della Sua infinita ricchezza interiore ce ne fornisce ogni giorno un esempio, dimostrando di conoscere bene anche il linguaggio per comunicare con gli scettici ed agnostici: quello dei fatti.


Antonella Bellutti