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"A pignone fisso" - Storico articoli

01 dicembre 2003
Ormai non è più un'ipotesi: tante volte si è sentito dire che Re Leone avrebbe potuto o voluto fare l'inseguimento. Per un certo periodo, prima delle Olimpiadi di Sydney, si vociferava pure di qualche suo sporadico allenamento in pista. Ora però siamo usciti dalle probabilità per entrare nella certezza: Mario Cipollini ha affermato -in occasione della conferenza stampa per la presentazione di un nuovo sponsor della sua squadra- che vorrà essere alle Olimpiadi di Atene per fare l'inseguimento su pista. Conoscendo le qualità di Super Mario e sentendo questa nitida ed esplicita determinazione nel confermare l'obbiettivo olimpico, quel "voler fare l'inseguimento" si traduce spontaneamente nel "volerlo vincere". La pista italiana, più che mai lontana dai livelli dei Paesi che l'hanno saputa mantenere o elevare alla dignità che si merita, non può che esserne felice. Per poter coltivare il sogno olimpico però Cipollini dovrà qualificarsi partecipando ad almeno una prova di Coppa del Mondo ed ai Mondiali, in programma a giugno in Australia. La qualificazione non è nominale ma - al momento- non c'è nessun altro atleta italiano all'orizzonte, che potrebbe qualificarsi al posto suo. Vedremo dunque presto in azione un Cipollini che non abbiamo mai visto e che sicuramente darà spettacolo! Che un super professionista decida a 37 anni di cimentarsi, per la prima volta, in una disciplina della pista non può che dare nuova linfa ad un movimento ciclistico - ora più che mai - orientato unicamente all'attività professionistica su strada. Ma sorprende anche che Cipollini come tanti atleti abbondantemente over trenta ed in alcuni casi anche over quaranta, sia in lizza per una partecipazione competitiva in discipline di prestazione, alle prossime Olimpiadi. La longevità atletica si consolida ormai di giorno in giorno di nuovi ed illustri esempi. Di qualche giorno fa è anche la dichiarazione di Martina Navratilova di voler partecipare (intendasi vincere) alle prossime Olimpiadi: nel suo incredibile "palmarès" infatti la voce a cinque cerchi non compare, complice una tardiva inclusione del tennis nel programma. Ma Martina a 47 anni sta vivendo nel doppio una nuova vita, non meno ricca di soddisfazioni della prima. Per chi continua a mettere in discussione i valori olimpici, direi che nulla possa sembrare più disinteressato e significativo di inseguire una medaglia olimpica da parte di chi, oltre ad aver già vinto di tutto, ha un età in cui non fa dello sport certamente l'unica e spietata ragione di vita. Anche la nazionale olimpica italiana vedrà molti ultratrentenni in gara: sarà pure che i nostri vivai lasciano un po' a desiderare ma la competitività a livello mondiale si svincola da questo fattore. E alle Olimpiadi a nessuno viene mai concesso di partecipare solo per tappare un buco.


Antonella Bellutti